Milano, via San Dionigi 90: nuovo Museo Acqua Franca

10/05/2017

A Milano, in via San Dionigi 90, è stato inaugurato l’innovativo Museo Acqua Franca, ideato e gestito dal movimento Arte da mangiare mangiare Arte, visitabile gratuitamente tutto l’anno contattando via e-mail info@artedamangiare.it per la visite guidate.

Il Museo Acqua Franca e la Depur Art Lab Gallery sono stati presentati in occasione della terza edizione del Festival internazionale dei depuratori: nei tre giorni del festival sono stati organizzati seminari divulgativi e tecnico-scientifici, performance teatrali e canore, incontri e laboratori aperti al pubblico sul valore dell’acqua.

Il Museo Acqua Franca e la Depur Art Lab Gallery raccolgono installazioni di 64 artisti di 25 Stati, esposte sia al Depuratore di Nosedo sia al Depuratore di San Rocco. Tutte le opere sono state realizzate con materiali di riciclo, in piena armonia con i principi dell’economia circolare condivisi a livello europeo ed internazionale.

Il Museo Acqua Franca (MAF), aperto per visite guidate tutto l’anno, ha sede all’interno del Depuratore di Milano Nosedo ed è stato fondato dall’Associazione Culturale Arte da mangiare mangiare Arte su idea e progetto di Ornella Piluso, Direttore Artistico.

Il museo nasce dall’esperienza di DepurArt Lab Gallery, Galleria e Laboratorio d’Arte sperimentale all’interno dell’impianto di Milano Nosedo, avviata nell’autunno 2011 dall’associazione. Oltre agli artisti italiani, anche di fama, come Gabriella Benedini, sono presenti opere di artisti che provengono da 25 Stati: Europa (Croazia, Germania, Kosovo, Lettonia, Romania, Slovacchia, Spagna, Ucraina, Ungheria); Americhe (Argentina, Brasile, Ecuador, Messico, Salvador, Uruguay, USA, Venezuela); Asia/Medio Oriente (Cina, Corea, Giappone, Iran, Israele); Africa (Senegal, SaoTomé e Principe).

In particolare, per il loro contributo artistico, segnaliamo, tra le installazioni all’aperto, le opere di: Dasol Cho, Corea; Laurentiu Craioveanu, Romania; Binta Diaw, Senegal; Li Ding, CINA; Nazanin Farahbod, IRAN; Patricia Fraser, USA; Gothy Lopez, Salvador; Susanna Mikla, Ucraina; Yuko Nakayama, Giappone; Taher Nikkhahabyaneh, Iran; Kora Mogrovejo Crespo, Ecuador; Jonathan Rodriguez,Venezuela; Hanibal Salvaro, Croazia; Josè Sanchez Molina, Spagna; Franz Stahler, Germania; Jang Sung An, Corea; Valentinaki, Lettonia; Kako Abraham, Richard Barrenechea, Ignacio Mariño Larrique, Carlos Silvera, Uruguay.

L’Unione europea ha posto l’economia circolare al centro della propria agenda e - dice l’ing. Roberto Mazzini, Presidente MilanoDepur, Depuratore di Nosedo - il depuratore di Nosedo è stato di recente premiato a livello europeo e internazionale a Nizza come best practice per il ciclo di riuso dell’acqua che attua con un impatto ambientale ecosostenibile e tecniche all’avanguardia. Nato in risposta ad una emergenza ambientale, oggi si configura come uno straordinario laboratorio di sviluppo urbano integrato che valorizza il territorio anche dando spazio all’arte internazionale con il nuovo Museo Acqua Franca e la Depur Art Lab Gallery.

Il Depuratore di Nosedo, il primo e più grande impianto di trattamento acque reflue a servizio di Milano, riceve ogni giorno oltre 400 milioni di litri di reflui fognari, provenienti dalle zone centro-orientali della città, e restituisce all’ambiente naturale acque purificate ad un elevato livello qualitativo. Le acque, rigenerate fino ad essere idonee per il riutilizzo irriguo, vengono, in gran parte, convogliate all’antica Roggia Vettabbia da cui l’omonimo consorzio agricolo, composto da ben 90 aziende per una superficie di circa 4000 ettari, attinge questa preziosa risorsa per irrigare i propri campi. Oltre al riuso irriguo, le acque depurate sono anche un “pozzo termico”, sfruttabile in moderni sistemi di climatizzazione a pompe di calore, che già sono impiegati internamente al depuratore, ma che potrebbero essere estesi agli edifici circostanti attraverso una rete di teleriscaldamento/teleraffrescamento, con notevoli riduzioni dei consumi di energia elettrica e delle emissioni di CO2 rispetto a sistemi più tradizionali.