Il GORGONZOLA piace perché …?

14/04/2018

Mercoledì 11 aprile, a Milano, presso The Westin Palace, si è svolto l’evento Il GORGONZOLA piace perché …?

Lo hanno spiegato Antonino Cannavacciuolo, Samantha Biale, Martina Colombari, Andrea Pucci, Giuseppe Minoia (Gfk), Francesca Guatteri, intervistati da Emanuela Folliero.

La giornalista/nutrizionista Samantha Biale ha chiarito che la percezione del gorgonzola come cibo godurioso ma pericoloso, perché grasso, sta cambiando, anche grazie all’azione informativa del Consorzio. Certamente è ricco di grassi, come tutti gli altri formaggi, ma proviamo a confrontare le percentuali di colesterolo: sono le stesse della carne di vitello, tacchino o pollo (privato della pelle), e perfino della bresaola, alimento “magro” per eccellenza. Ioltre la presenza della preziosa vitamina B12, contenuta solo in cibi di origine animale, è un’altra delle sue qualità, così come l’apporto di fosforo e zinco, un aiuto essenziale per il nostro sistema immunitario. Faccio notare, infine, la totale assenza di lattosio, che dovrebbe rassicurare chi soffre di questa intolleranza.

Martina Colombari: Niente carme, ma tanto gorgonzola.

La blogger Francesca Guatteri, che, in questi giorni, ha raccolto dati dal web, ha affermato che lo “zola” è diventato un cibo di tendenza: in base al numero di “like” ottenuto sui social network il gorgonzola è secondo solo a quello attribuito alla mozzarella.

Antonino Cannavacciuolo: con la mozzarella si mangia con il gorgonzola ci si diverte. Il gorgonzola è un formaggio di tendenza che può essere utilizzato dall’antipasto al dolce. La sua versatilità consente di scatenare la fantasia in cucina ed immaginare abbinamenti con frutta, pesce e carne di ogni tipo, cioccolato.

Giuseppe Minoia di Gfk, istituto di ricerche di mercato: Uno studio di settore ha accertato che almeno 18 milioni di italiani amano il gorgonzola, presente nel 70% delle famiglie in tutto il territorio nazionale. Il dato è particolarmente significativo proprio perché riguarda i nostri connazionali, considerati, unanimemente, i più esigenti food lover del mondo. Inoltre, sembra che sia un cibo particolarmente adatto ai millennials (giovani fino a trent’anni circa), cioè ad una fascia di popolazione priva di capacità culinarie, ma molto predisposta alla sperimentazione; insomma si invitano gli amici a casa, non si ha voglia di ordinare la pizza, e con il gorgonzola si riesce comunque a improvvisare qualcosa, nonostante l’inesperienza.

I dati sulla produzione ed il consumo di “zola”, ricco di vitamine e sali minerali, popolare e versatile, invece, sono stati illustrati da Renato Invernizzi, presidente del Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola, riconosciuto dall’Unione Europea e registrato nella lista dei prodotti Dop il 12 giugno 1996 con il Regolamento Ce n. 1107.

Al Consorzio per la tutela del formaggio gorgonzola, creato nel 1970, sono iscritti i caseifici delle province di Novara, Vercelli, Cuneo, Biella, Verbano Cusio Ossola e il territorio di Casale Monferrato per il Piemonte, e Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza, Pavia e Varese, per la Lombardia, che trasformano solo ed esclusivamente latte proveniente da allevamenti dislocati nel territorio consortile, garantendo, così, fin dalla materia prima, un formaggio così importante.

Rispetto al 2016 - ha sottolineato Renato Invernizzi, presidente del Consorzio - la crescita è stata del 3,3%, a fronte di un 1,3% ottenuto dai formaggi italiani Dop complessivamente considerati. Nel 2017 - ha proseguito Invernizzi - sono state prodotte più di 4.7 milioni di forme (il dato più alto mai registrato dal 1976 ad oggi), di cui 90% nella tipologia dolce, 10% nella tipologia piccante, mentre il bio è ancora molto più indietro (non arriva neppure ll’1% della produzione totale), pari a circa 560.000 quintali di formaggio. Il giro di affari al consumo è di oltre 720 milioni di euro.

Info: www.gorgonzola.com.